Storia e Civiltà di Miami Beach e della Florida.

Juan Ponce de Leòn, spanish navigator touched the coast of Florida

La domenica delle Palme (Pascua Florida) del 1513 il navigatore spagnolo Juan Ponce de Leòn toccò Ia costa della Florida con le sue tre navi e prese possesso del nuovo territorio in nome del re di Spagna chiamandolo Florida, in onore del giorno di festa. 

In realtà de Leon era alla ricerca dell’oro e si spinse così fino al Golfo del Messico, esplorando un territorio quasi vergine, coperto di foreste e popolato da indigeni, generalmente ostili.

Fu infatti ucciso da una loro freccia durante una successiva spedizione del 1521. 

Per circa 50 anni seguirono altre spedizioni spagnole, alcune delle quali cercarono di fissare nella regione degli insediamenti stabili, finché si ebbe un primo stanziamento di Ugonotti francesi, immediatamente distrutto ad opera dell’ammiraglio Pedro Menéndez de Avilés per ordine del re di Spagna Filippo II.

Menendez, nominato dal re governatore della Florida, fu il fondatore del piu antico insediamento stabile nel Nordamerica, la città di St. Augustine (1565). 

La colonizzazione della Florida fu attuata non solo ad opera di militari, ma anche per l’attività di missionari gesuiti e francescani, che cercarono di far opera di conversione, spingendosi con le loro missioni nell’intemo della penisola, ancora in gran parte inesplorato.

Nel frattempo, le mire espansionistiche degli Inglesi e dei Francesi generarono numerosi scontri con gli Spagnoli, i cui avamposti furono spesso assediati, compresa St. Augustine. GIi Spagnoli avevano intanto stabilito un altro stanziamento permanente a Pensacola, che divenne successivamente Ia base del loro dominio sulla regione.

Alla fine delta guerra dei Sette Anni (1763), la Florida fu ceduta agli Inglesi dalla Spagna, che però ne acquisì nuovamente il dominio alla fine della guerra di lndipendenza americana.

Nei 20 anni di dominio inglese furono incoraggiati l’insediamento di nuove colonie, l’agricoltura e l’allevamento, che ebbero un notevole incremento.

Nel corso del secondo periodo di dominio spagnolo si fecero sempre più aspri i contrasti tra gli Stati Uniti d’ America e la Spagna finché, nel 1818 Andrew Jackson, il futuro Presidente degli USA, porto la guerra contro gli indiani Seminole nel territorio della Florida (Prima guerra dei Seminole), occupandone una parte.

Dopo una serie di scontri, Spagna e USA si accordarono per la cessione della Florida a questi ultimi (Florida Purchase Act, 1819) che venne definitivamente ratificata nel febbraio del 1821, anno in cui il governo statunitense si stabili a St. Augustine. L’anno successivo la Florida venne eretta a territorio, e nel 1824 la capitale venne trasferita a Tallahassee.

Nel periodo precedente la Guerra Civile, la Florida conobbe una forte espansione agricola (cotone, mais, canna da zucchero, tabacco, agrumi) ed un forte progresso tecnico e sociale, con la costruzione di ferrovie, strutture portuali, espansione delle città.

Nel contempo lo Stato fu però travagliato dal duro conflitto ricordato come Seconda guerra del Seminole, generato dal fatto che i fieri indiani si rifiutavano di essere trasferiti nelle riserve, lasciando i loro territori nell’Everglades.

Essi opposero una strenua resistenza, guidati dall’ agguerrito capo Osceola, poi catturato e morto in carcere (1837). Fu una guerra sanguinosa che vide la sostanziale capitolazione degli Indiani, cosicché alla fine del conflitto soltanto poche centinaia di essi vivevano ancora nei propri territori all’interno dell’ Everglades. 

Nel 1845 la Florida venne a far parte della federazione degli Stati Uniti d’America, come ventisettesimo Stato: la sua economia ed il suo benessere si basavano prevalentemente sulle attività agricole esercitate dagli schiavi, mentre la classe politica apparteneva in larga parte alI’aristocrazia terriera, detentrice di ricchezza e privilegi.

Era naturale quindi, che allo scoppio della Guerra Civlle (1860) la Florida si schierasse con i Secessionisti, anche se essa fu solo marginalmente interessata dal conflitto, al quale partecipò soprattutto mettendo a disposizione i propri prodotti agricoli e i propri porti, come rifugio per le navi confederate o alleate di queste.

Alla fine del conflitto (1865) lo Stato fu soggetto per qualche anno ad occupazione militare, mentre si realizzava una nuova Costituzione e si instaurava un governo repubblicano, con l’elezione di Harrison Reed (1868).

I repubblicani mantennero il govemo fino al 1877, quando le elezioni vennero vinte dai democratici che rimasero al governo per quasi un secolo.

In questi anni la Florida, da Stato ancora in parte selvaggio e spopolato, iniziò il suo decollo economico e demografico con l’immigrazione costante da altre zone degli USA, lo sviluppo del turismo soprattutto a Miami, Miami Beach, Palm Spring, Orlando e le Keys, e dell’industris e, conseguentemente, il miglioramento delle vie di comunicazione.

Nel contempo vennero attuate opere di bonifica e drenaggio delle aree paludose, per guadagnare terreno alle colture e vennero scoperte le ricchezze di fosfato (1880) di cui lo Stato divenne prime, produttore mondiale.

Dalla fine della prima guerra mondiale si manifestò un’ulteriore spinta economica, che si espresse soprattutto in campo immobiliare, con l’ampliamento delle aree urbane in cui si costruivano continuamente nuovi edifici per far fronte alle crescenti esigenze legate all’immigrazione ed al turismo.

Tale sviluppo non si arrestò con la seconda guerra mondiale, ma anzi portò ad un livello di ricchezza senza precedenti, alimentato in misura determinante dal turismo di Miami Beach favorito della mitezza del clima durante tutto l’anno.

Negli anni successivi al secondo conflitto mondiale, si è avuta una costante affermazione delle tendenze conservatrici in politica, culminate con l’elezione dopo quasi un secolo, di un governatore repubblicano (1966). Oggi la Florida soffre dei mali tipici delle società contemporanee a forte concentrazione di ricchezza: ha richiamato e richiama tuttora un forte flusso migratorio dal centro-sud-America ed anche da altri Stati degli USA oltre chè dall’isola di Cuba.

Si e generata così una società multirazziale, con grossi problemi di integrazione per la popolazione di colore, costituita da neri e da ispano-americani, provenienti per lo più da Cuba e da Haiti.

Alla Florida, e in particolare modo a Miami e Miami Beach, fanno capo la maggior parte degli scambi e dei traffici, anche illegali, con il Sudamerica, soprattutto quelli legati al mercato della droga.

Miami inoltre, e da sempre per la sua posizione, il principale tramite nei rapporti finanziari e commerciali con l’America Latina, dai cui molti capitali in fuga prendono la via della Florida. E non solo i capitali, ma anche un gran numero di emigrati e fuggitivi, che per ragioni politiche, o semplicemente spinti dalle tragiche condizioni di vita, alimentano un flusso continuo verso quello che viene considerato come un Paese ricco e libero, la possibilitá di un avvenire migliore.

Tra tutti gli immigrati, “regolari” o “clandestini”, molti sono quelli che riescono ad Integrarsi e a trovare una sistemazione, ma molti sono anche quelli che vivono ai margini della società metropolitana, nella miseria e nel degrado degli anonimi slums periferici, spesso sopravvivendo grazie ad attività illegali.

La comunità cubana, la piu grossa, e quella che meglio si è inserita nel tessuto sociale dello Stato, costiuendo a Miami e Miami Beach un grande quartiere, una  città nella città, a Little Havana, dove gli immigrati riescono a mantenere una propria, identità, ricreando il loro ambiente, parlando la propria lingua e conservando, per quanto possibile, usi e tradizioni.

A Miami e Miami Beach esiste anche una notevole comunità haitiana, che ha il suo cuore in Little Haiti.

InsideMiamiBeach.com, like no other.

Comments are closed.